L’iniziativa, collocata nel programma del Festival dei Diritti, è stata organizzata dal Laboratorio Nexus (promosso dall’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Pavia) in collaborazione con l’Associazione Babele che si occupa della Biblioteca Vivente.
L’intento è quello di rivoluzionare il termine “carcerato”, spiegando che ognuno di noi ha un passato alle spalle che spesso ne condiziona le scelte. Un progetto volto a dar voce alle persone che scontano delle condanne in carcere o in misura alternativa alla detenzione, che hanno riconosciuto i propri errori e hanno deciso di raccontarsi, permettendo agli ascoltatori di riflettere.
Sto diventando papà…
Questa è la storia di un uomo cresciuto in condizioni precarie nel sud della Calabria. Mi ha raccontato di come l'odio verso le istituzioni lo abbia portato lontano dalla famiglia. In carcere, vedendo le figlie crescere "lontano dalle sue mani", ha iniziato un percorso di cambiamento profondo. Oggi, vederlo orgoglioso davanti alla primogenita che studia per diventare magistrato è la prova più grande del suo riscatto: ha scelto di diventare una persona migliore per loro.
Nato nel posto sbagliato…
Una vita iniziata tra le sbarre, dove i corridoi erano l'unico parco giochi. Dopo la perdita traumatica della madre in cella e anni di ribellione, nel 2020 è arrivata la svolta. Ha imparato a dare valore alle cose "normali" come il lavoro e la patente, riuscendo finalmente a riconciliarsi con un passato doloroso per usare oggi la propria sofferenza come forza per aiutare gli altri.
Sofferenza improvvisa: quanto vale un “no”?
La storia di un imprenditore edile che non sapeva dire di no. Per compiacere un dirigente, si è ritrovato coinvolto in illeciti a sua insaputa. Il trauma dell'arresto davanti alle figlie e il difficile ritorno in un mondo che non lo riconosceva più non lo hanno spezzato: si è ritrovato a dover ricominciare da zero, con il coraggio di chi non vuole arrendersi al giudizio altrui.
Scegliere di aiutare
Una storia di segno diverso: quella di una ragazza che ha trasformato il desiderio di aiutare in professione. Come assistente sociale, ha aperto un club di supporto per accogliere persone con dipendenze e i loro familiari, creando una rete di solidarietà e riservatezza essenziale per liberarsi dalle catene dell'alcol e del gioco d'azzardo.
Questa esperienza mi ha toccato nel profondo, dimostrando che dietro ogni "etichetta" esiste un'umanità complessa, capace di voltare pagina.
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